03 novembre 2008
Il budino --- Pasticciata 1 Novembre
Angelica --- Pasticciata 1 novembre
Ci siamo ritrovate ancora una volta , lo zoccolo duro che resiste ai cambiamenti di forum e di anni :-)
Ci ritroviamo nella stalla di Tiziana e fra una chiacchiera e l'altra muoviamo sia le ganasce che le manine.
La Tiziana non riesce a fare bene l'Angelica delle Simili, Daniela ha dato ripetizioni
nella foto sopra c'è l'angelica fatta a casa di Tiziana , nella foto sotto quella di Daniela portata da casa.
Una è stata prontamente nascosta , io ho visto solo la foto, con l'altra ho fatto colazione ... degna apertura di giornata :-)))
ANGELICA
delle sorelle Simili
Lievitino
135 gr di farina di forza
13 gr di lievito di birra
75 gr di acquaimpasto
400 gr di farina di forza
75 gr di zucchero
120 gr di latte tiepido
3 tuorli d'uovo
1 cucchiaino di sale
120 gr di burroRipieno
75gr di uva sultanina
75gr di arancia candita o noci tritate
50 gr di burro fuso
Glassa velante
4 cucchiai di zucchero a velo
1 chiara d'uovo
In una ciotola mettere la farina, fare la fontana, mettere al centro il latte tiepido, i tuorli, lo zucchero il sale e amalgamare con un poco di farina.
Unire il burro e finire l'impasto battendo fino a quando si staccherà dalle pareti della ciotola.
Rovesciare sul tavolo, unire il lievitino (mettendo quest'ultimo nella parte esterna, dopo averlo steso con il matterello) e battere finchè i due impasti saranno ben amalgamati.
Rimettere nella ciotola unta e lievitare 1 ora finchè sarà raddoppiato.
Rovesciarla sul tavolo infarinato e stenderla formando un rettangolo di 2-3mm di spessore, senza lavorarla.
Pennellare abbondantemente con il burro fuso, cospargere di uva sultanina, ammollata e asciugata e l'arancia candita (o noci tritate).
Arrotolare il lato più lungo. Tagliare questo a metà per il lungo con un coltello affilato e sottile, infarinandolo ogni tanto.
Separare delicatamente i due pezzi, girarli tenendo il lato tagliato verso di voi e formare una treccia facendo in modo che la parte tagliata rimanga il più possibile all'esterno.
Mettere su una teglia da forno e chiudere a ciambella. Pennellare con burro fuso e fare lievitare almeno 40 minuti a campana (deve quasi raddoppiare).
Cuocere in forno 200° per 20 25 minuti, se colorisce troppo coprire con la stagnola.
Nel frattempo diluire i 4 cucchiai di zucchero a velo con chiara d'uovo fino ad avere una glassa semidensa. Dopo la cottura versare la glassa e rimettere in forno per 30 secondi.
24 ottobre 2008
Zuccherini nuziali
visto che Gio è incuriosita metto la ricetta con un poco di storia.



22 ottobre 2008
Torta Bianca della Tiziana
La Tiziana la chiama torta bianca ma è una torta agli amaretti.
La Tiziana dice che non buona perchè ci sono gli amaretti.
La Giorgia dice che questa torta vorrebbe mangiarsela tutta da sola.
Torta Bianca (è di qualche zia ?)
per la pasta:
300 gr di farina
100 gr di burro
150 gr di zucchero
5 tuorli
1/3 di bustina di lievito per torte
per il ripieno:
300 gr di amaretti
200 gr di zucchero a velo
150 gr di mandorle
5 chiare d'uovo montate a neve
rhum
Fare la pasta frolla e farla riposare. Con la pasta foderare una tortiera da 26 cm.
Ricoprire il fondo della pasta con gli amaretti imbevuti di rhum ricoprendo tutti i buchi.
Montare a neve gli albumi con lo zucchero e aggiungere le mandorle tritate e versare sopra agli amaretti.
Cuocere in forno a 160° per circa 1 ora.
Scusa Gio se mi permetto di modificare il tuo post, ma una foto decente che spieghi perchè viene chiamata bianca ci vuole:-)))
16 ottobre 2008
I biscottini di Tiziana
Quell'occhio m'inquieta ....
T. sgancia la ricetta di quelli con l'uvetta che erano buonissimi , anzi mettile tutte :-)
Chi è stato da Tiziana domenica scorsa e non ha comprato un sacchettino di biscotti è un folle !
15 ottobre 2008
Alzata di croccante - La torta degli sposi
L'alzata di croccante era la torta nuziale che accompagnava i matrimoni a Granarolo, fino al 1943 (anno in cui la zia Franca la vide servita per l'ultima volta); negli anni a seguire fu sostituita con il pan di spagna o ciambella farcita.
Questa torta, fatta con la pasta degli zuccherini nuziali, era composta da tre piani decrescenti;
nel piano più alto veniva posizionato un nido dove, al momento del taglio, si poneva una colomba che spiccava il volo, il che era di buon augurio per gli sposi.
L'alzata era decorata con zucchero, mandorle, qualche confetto bianco e due o tre confetti colorati azzurri e rosa, auspicio del fatto che la giovane coppia potesse avere figli.
La torta veniva fatta dalla cuoca, personaggio che si trasferiva a casa dello sposo o della sposa per una intera settimana, in modo da poter organizzare il pranzo nuziale, che si teneva rigorosamente a mezzogiorno a casa della sposa, alla sera a casa dello sposo. Questo perchè la sposa alla sera entrava nella nuova casa.
Nel momento di lasciare la sua casa, la madre della sposa diceva alla figlia davanti agli invitati:- “Guerda pulìd cl'oss!! “ che stava a significare che doveva imprimerselo nella mente e non tornare più indietro.
In realtà, la sposa tornava a casa il secondo giovedì successivo alle nozze, in quanto la madre l'andava a prendere a casa dello sposo, poi alla domenica a pranzo, lo sposo e i suoi genitori andavano a casa della sposa per ,mangiare e riprenderla a casa.
In caso lo sposo non si presentasse, significava che non la voleva più, ma zia Franca giura che non sì verificò mai questa situazione.
Curiosità:
- la dose di farina che si impastava per gli zuccherini nuziali era di 9 kg, che formava una unità di misura, il pàis (un pàis=9 kg di farina). Da questi 9 kg veniva anche la torta.
- Gli zuccherini si confezionaavano in sacchetti di carta bianca o trasparente a 3 punte, già corredati di cordoncino e nel sacchetto si inseriva anche un confetto.
- Il primo piatto dei matrimoni erano i tortellini, ma il piatto che faceva battere le mani ai commensali quando veniva presentato era il fegato di vitello accompagnato da crema fritta. Erano fettine sottili sottili e lunghe che venivano buttate in quattro dita di grasso e tirate immediatamente su per essere messe a scolare in uno scolapasta, sbattute e poi salate e servite calde.
- Nonostante la cuoca, tutto il vicinato contribuiva a realizzare il pranzo e a servire, come si diceva una volta si faceva tutto “a màn insamm” ovvero “a mani insieme”
Commento della Giorgia : La torta era eccezzionale , non credevo che il croccante stesse così bene con la ciambella (anche se Tiziana parla dell'impasto per fare gli zuccherini, gli zuccherini sono quei biscottini a forma di anello intorno alla torta).
Tizianaaaa sai cosa facciamo quando viene Vittoria ?!?! Gli zuccherini , mentre si chiacchera si mena la pasta ! Quante ore ci vogliono ?
14 ottobre 2008
La festa del pane
Domenica scorsa si è tenuta l'annuale festa di Granarolo E.
Anche quest'anno abbiamo voluto ripetere l'esperienza dell'anno passato, ovvero di far fare il pane ai bambini.
Anche se non sono giunti numerosi come l'anno passato, abbiamo avuto ugualmente i nostri piccolo lavoratori.
Io e Gio ci siamo montate la testa e ci siamo improvvisate commercianti, esponendo i nostri manufatti artistici, i miei culinari i suoi di ceramica...va bene, i miei erano solo manufatti:-).
Vi metto qualche foto:
la tavolata con i taglieri che aspetta i bambini

la preparazione del banchetto
i prodotti esposti

l'orologio girasole

L'alzata

le scatoline a cuore

i bellissimi vasi , il poggiamestoli e i piattini

il poggiamestoli e i piattini

le altre meraviglie di Gio


i bambini al lavoro



il pane nel forno

il pane cotto

l'alzata di croccante (ma di questa credo che Gio voglia fare un post a parte)
07 ottobre 2008
Adoro i salatini !!!
e non li posso mangiare !!!
Tanto tempo fa in un'altra vita ho imparato a fare la pasta sfoglia con questa ricetta che trovo molto valida. Il burro , ovviamente è tantissimo ,se si vuole ottenere un prodotto friabile e leggero bisogna usarlo tutto.
A volte per tener pulità la mia coscienza e le mie arterie faccio la mezza sfoglia, viene ottima ma più duretta, fa più fatica a rompersi in deiziose scagliette :-)
La uso indifferentemente sia per il dolce che per il salato.
Sfogliata
Ingredienti:
1 Kg. di farina 00,
1 Kg. di burro,
20 gr. di sale,
il succo di un limone,
1/2 litro d'acqua fredda,
2-3 albumi.
Procedimento:
1) Impastare il burro con 250 gr. di farina, dovrà risultare un panetto morbido ed omogeneo. Farne un rettangolo e lasciarlo riposare a temperatura ambiente.
2) Disporre a fontana il resto della farina, versarvi il succo di limone, l'acqua, il sale e gli albumi. Impastare fino ad ottenere una massa omogenea non troppo molle e non troppo soda. Fate riposare per 30 minuti.
3) Dopo aver fatto riposare la pasta, sul tavolo infarinato formare un rettangolo di circa 45 cm. di diametro e 3 cm. di spessore.
Questo lavoro va fatto con il palmo della mano.
4) Mettere al centro del rettangolo il panetto di burro e ricoprirlo con i lembi della pasta, in modo che il burro venga ben chiuso.
5) Mettere a riposare per 20 minuti in frigorifero.
6) Dopo averla fatta riposare schiacciate la pasta a colpi di mattarello dandogli una forma allungata di circa 60-70 cm. ed 1 cm. di spessore.
7) Quindi iniziate a fare le pieghe in quest'ordine: 1° e 3° in tre, 2° e 4° in quattro.
Ad ogni piega prima di fare quella successiva, fate fare un quarto di giro alla pasta.
In pratica, va allungata sempre avendo alla nostra destra e sinistra le parti aperte della pasta.
8) Mettete a riposare la pasta in frigorifero per 20 minuti ad ogni giro di pieghe.
9) Per utilizzare questa pasta bisogna abbassarla allo spessore necessario.
Viene utilizzata per pizzette, vol-au-vent ed ogni preparazione va cotta in forno ben caldo (180°-190°).
Piega in tre:
Allungate la sfoglia in un rettangolo di un centimetro, dividetela virtualmente in tre-terzi e sovrapponete il primo sul secondo ed il terzo sul primo.
Piega in quattro:
Allungate la sfoglia in un rettangolo dello spessore di un centimetro scarso, dividetelala virtualmente in quattro-quarti e piegate il primo sul secondo, il quarto sul terzo, poi 1-2 sul 3-4
30 settembre 2008
Rosso d'autunno
Mi fermo spesso a chiaccherare con i gatti e loro mi rispondono anche solo per sapere cosa vuole questa pazza.
Un rosso al giardino dei Boboli a Firenze.
28 settembre 2008
Ciotola dalla "A" alla "M" con i limoni
"A" come argilla.
Sono partita dall'inizio , ho fatto lo stampo da una ciotolona e ho dato capocciate finchè non sono riuscita ad ottenenere un pezzo più o meno uniforme.
Al tornio non so lavorare (grrrr)
Il giorno dopo l'ho estratto dallo stampo e ho cercato di lisciare tutte le gobbe.
La prima che ho fatto aveva uno spessore troppo alto, un altro pomeriggio di capocciate e ne ho fatta un'altra , le ho cotte entrambi a 970° C per circa 10 ore.
"M" come maiolica , la smaltatura , il decoro e altra cottura a 920° C che non perdona e le magagne vengono fuori ....non si scappa
(le 2 filature in basso)
Dentro è decorata con i limoni , qui i difetti sono mimetizzati :-)
Che fatica :-)
24 settembre 2008
Padellata
http://www.vittoriaincucina.it/forum/viewtopic.php?t=1157

22 settembre 2008
In gita a Firenze
Io e il maritino abbiamo deciso di provare il treno che da Faenza va a Firenze passando da Borgo S.Lorenzo , è un treno "vecchia maniera".
Ormai per andare a Firenze , via Bologna, ci sono solo treni veloci non molto economici.
Con 12 euro (A/R) e 1 ora e 50 minuti di viaggio siamo arrivati belli contenti e pronti per fare un giro fra le bancarelle di S.Lorenzo e il mercato coperto .
Il nostro posto preferito e questa Trattoria "Nerbone" all'interno del mercato coperto dove fanno il famoso panino con il lampredotto, da scegliere di condire con la salsa verde o la salsa rossa , oppure il panino con il bollito sempre con salse a scelta.
Si può anche sedere e prendere vari piatti .
Questa è la poppa in umido eccezzionale , non l'avevo mai assaggiata.
L'umido non è per stomaci deboli, l'ha mangiata quasi tutta il maritino poi , non sazio, ci ha appoggiato sopra un panino con il Lampredotto.
Poi la trippa alla fiorentina che mi piace sempre anche se , a confronto della poppa , sembrava più delicata :-)
Ci siamo sciacquati la coscienza con un piatto di carciofi in salsa verde.
Poi via a smaltire la trippa per le strade di Firenze e su e giù per il Giardino dei Boboli , era una giornata troppo bella per chiudersi in un museo.
Prima di Natale devo tornare per comprare tutte quelle frattaglie che da me non si trovano. La poppa , il lampredotto , i nervetti , il musetto e tante altre belle cosine che ho ammirato sui banchi del mercato. (mi devo munire di carellino)
Il maritino si è rifiutato categoricamente di portarsi in giro 2 kg di trippa nello zaino !!! Uomo poco collaborativo !
17 settembre 2008
Massimo Brancaleoni

14 settembre 2008
Sempre limoni
11 settembre 2008
La Fiera di Argenta
Anche quest'anno la mia associazione artistica , Argentea Arte , ha organizzato una collettiva dei soci in occasione della Fiera di Argenta .
Io partecipo con alcuni pezzi e stasera sera c'è l'inaugurazione .
C'è pure il concerto di Piero Pelù ...l'ho visto vent'anni fa con i Litfiba... mollerò le mie ceramiche al loro destino sperando che Piero canti qualche vecchia canzone ... chissa dove ho messo la mia cintura di borchie :-))))
09 settembre 2008
Macramè
Mi sono iscritta ad un corso di macramè all'università per adulti di Lugo , poi ero indecisa fra il corso di ricamo e un corso di computer .... ho scelto la tecnologia perchè sono proprio una capra e l'orlo a giorno bene o male lo so fare.
Guardate qui i lavori che si possono fare con il macramè , ho l'ambizione di fare i porta vasi da appendere , ovviamente per i miei vasi di maiolica :-)
Autunno impegnativo !
07 settembre 2008
Peperoncini
Sono rientrata alla base credo definitivamente ,con il caldo che fa si potrebbe ripartire però!
Tra una fuga e l'altra ho fatto i peperoncini ripieni , a primavera ho comprato le piantine e le ho affidate alle sicure mani di mia suocera, la produzione è stata enorme e ancora qualcuno sta maturando adesso. Io ne ho fatti 19 vasetti poi ho gettato la spugna , il vicinato di mia suocera sta ancora lavorando :-))
La ricetta
Peperoncini rossi piccanti tondi
aceto
vino bianco
sale
tonno
olive
capperi
acciughe
olio extravergine d'oliva
Pulire per bene i peperoncini togliendo il picciolo e, facendo un buco piccolo , togliere tutti i semini
se siete coraggiosi lasciatene pure qualcuno :-)
In una pentola mettere aceto e vino circa in parti uguali (per le quantità io vado a occhio , ci deve essere abbastanza liquido per bollire i peperoncini pochi per volta).
Bollire i peperoncini pochi per volta per 2 minuti, se se ne mettono tanti ci vuole troppo tempo per ritornare al bollore e i peperoncini si spappolano.
Scolarli e metterli ad asciugare capovolti su un telo pulito.
Preparare il trito di olive , tonno e acciughe. Per le proporzioni vado ad occhio : 2 o 3 acciughe ogni barattolo grande di olive verdi denocciolate (coop) e 1 scatola di tonno sott'olio da 160 g.
Trito sempre a coltello (con il robot si potrebbe incorporare troppa aria e rischiare di far prendere cattivi sapori).
Riempire i peperoncini con questo battuto e chiudere il buco con i capperi (io uso quelli sott'aceto che metto a scolare circa 1 ora prima).
Disporre nei vasetti e ricoprire con olio extravergine di oliva facendo attenzione a far uscire tutta l'aria, aspettare un mese prima di assaggiarli.





