19 marzo 2010

Auguri papà!!


Tanti tanti auguri a tutti i papà del mondo, che siano sempre un punto di riferimento e di orgoglio per i propri figli.
Da noi, il giorno di San Giuseppe si usa mangiare le raviole, dolce tipico del bolognese, ovvero una pasta da ciambella dura ripiena di mostarda bolognese.
Non potevo esimermi dal farle, è come addobbare l'albero per Natale:-). Ottime per merenda ai bambini, e come dolce fine pasto, magari "tocciate" in un bel bicchiere di vino.
Un tempo, non tanto tempo fa, il giorno di S. Giuseppe segnava l'arrivo della primavera, e con esso l'inizio dei lavori nei campi, e in questo giorno venivano fatte grandi feste e balli nell'aia.
La ripresa dei lavori significava maggiori entrate finanziarie per le famiglie che non versavano in ottime condizioni economiche. Mio babbo raccontava che il primo giorno di primavera i bambini si toglievano le scarpe, camminando scalze, proprio perchè si consumassero di meno.
Dal Trebbo di Castelmaggiore a Fiesso di Castenaso, tutte le siepi venivano adornate con le raviole appese, e man mano che la gente passava poteva staccarne e mangiarne quelle che desiderava. Raccontano che fosse uno spettacolo unico.
Veniamo a oggi...direi che non possiamo non mangiarle, che ne dite?
RAVIOLE DI SAN GIUSEPPE
Ingredienti
1 kg farina
400 gr zucchero
6 uova
250 gr burro
lievito per dolci per un chilo di farina
buccia di limone grattugiata
mostarda bolognese o marmellata a piacere
Impastare tutti gli ingredienti e tirare una sfoglia dell'altezza di circa 0,5 cm. Ritagliare dei dischetti della grandezza desiderata (solitamente si usava il bicchiere). A Bologna sono grandi, nella campagna limitrofa più piccoline. Nel centro di questi dischetti, posizionare un cucchiaino di marmellata (la mostarda, con il suo sapore tipico asprino contrasta con il dolce della pasta e le conferisce un sapore unico) e ripiegare a mezza luna premendo bene sui bordi in modo che non fuoriesca. Pennellare la superficie delle raviole con latte e volendo decorarle con granella di zucchero o zucchero semolato. Passarle in forno caldo a 160 gradi per circa 15-20 minuti. Farle raffreddare e mangiarle. Si conservano svariati giorni, fino anche ad un mese.

2 commenti:

DONATELLA TALONE ha detto...

Ehilà un vostro dolce senza strutto? edddaiiiiiiii
hello il racconto delle scarpe!

T. ha detto...

guarda che noi lo strutto lo usiamo per friggere!:-)